Affonda le sue radici nel dramma liturgico di epoca medievale una delle manifestazioni più suggestive che caratterizzano la Pasqua in Abruzzo. I "Talami" di Orsogna, quadri viventi ispirati alla Bibbia, rinnoveranno la loro magia martedì prossimo, 29 marzo, a partire dalle ore 10.30 per le vie principali del paese, prima della sfilata finale, prevista in piazza Mazzini dalle ore 11.30.
Sarà presente l'arcivescovo di Chieti-Vasto, Monsignor Bruno Forte, il quale commenterà dal balcone del Palazzo Municipale le scene del Vecchio e Nuovo Testamento al quale si ispirano i singoli Talami.
Su ciascuno dei sette carri, trainati da trattori (a eccezione dell'ultimo, portato a spalla dal locale Gruppo Alpini, secondo l'antica tradizione durata fino al 1960, quando i mezzi meccanici sostituirono le braccia umane), troveranno posto giovani attori che, immobili in pose plastiche, interpreteranno i passi biblici scelti dal parroco di Orsogna, don Mario Persoglio, e dallo stesso Monsignor Forte.
"L'Eucarestia è la sorgente della speranza": è questo il "filo conduttore" dell'edizione 2005, ispirata alla Lettera pastorale dell'arcivescovo per il Natale 2004.
Questi i titoli dei Talami, ognuno dei quali rappresenterà un quartiere di Orsogna, da dove partiranno in sequenza: "Il sacrificio di Melchisedek", "Il sacrificio di Abramo", "Il sacrificio dell'Esodo", "La Pasqua ebraica: preparazione", "La Pasqua di Gesù: realizzazione", "La Pasqua cristiana: attuazione", "La Pasqua nostra".
All'origine della Sagra dei Talami, collocata probabilmente nel tardo Medioevo, la leggenda pone due "miracoli". Nel primo, la Vergine Maria sarebbe apparsa ai fedeli tra i rami di un grosso fico. In quel luogo, i fedeli avrebbero edificato la cappelletta di "Nostra Signora del rifugio", rimasta in piedi fino al 1943, quando fu distrutta dai bombardamenti che rasero al suolo il paese. La stessa chiesetta diventò lo scenario del secondo miracolo, al quale i devoti credettero di assistere ogni anno, nella notte tra il lunedì e il martedì dopo Pasqua, fino al 1943: la "Madonna Nera", raffigurata in un quadro posto sopra all'altare maggiore, cambiava il colore degli occhi, o li muoveva leggermente, tanto da far gridare i presenti al "miracolo!".
In onore di tale prodigio, i componenti della confraternita che reggeva la cappelletta decisero di interpretare sull'altare la scena del dipinto, con la Madonna Nera attorniata da angeli e, ai suoi piedi, dai fedeli. Era nato il primo Talamo, così chiamato dal greco "talamos", dal latino "talamus", termine che indicava il palco sul quale venivano raffigurati i drammi liturgici medievali.
Successivamente, quei quadri viventi uscirono per le strade del paese, divennero mobili e si moltiplicarono per il numero dei quartieri.
Furono sospesi solo in occasione di guerre e calamità, e più volte uscirono dai confini cittadini: furono a Chieti nel 1576 per il Giubileo; a Roma nel 1930 per i festeggiamenti in onore del matrimonio del principe Umberto di Savoia; ancora a Chieti nel 1953 per la prima mostra abruzzese dell'agricoltura. Altre "uscite" si sono avute negli ultimi anni a Pescara, Chieti e Lanciano, grazie alle iniziative dell'Associazione culturale Talami Orsogna, che sta rilanciando la manifestazione con il sostegno dell'amministrazione comunale guidata da Alessandro D'Alessandro.
Dagli anni '60 la Sagra si ripete, ogni anno, anche a Ferragosto, in notturna.
Tradizione praticamente unica in Italia, i Talami presentano forti analogie con manifestazioni simili che si svolgono in Spagna, con gli "Auto Sacramentales" e in Inghilterra, con i "Pageants", entrambe narrazioni di scene sacre interpretate da attori su palchi mobili.

