“Tribuna Italiana” intervista Giuseppe Angeli, neo deputato della lista Tremaglia
“Lavorerò insieme ai colleghi del Sud America”
Link originale: http://www.mclink.it/com/inform/art/06n08516.htm
Dice che Tremaglia ha sbagliato strategia, ma che non è stato l’unico e comunque rimane il dovere di riconoscenza per quel che ha fatto. Lo inviterà a visitare un’altra volta l’Argentina, questa volta fuori dalla campagna elettorale. Bisogna cambiare il sistema di voto.
BUENOS AIRES - Vive un aprile che sarà indimenticabile per lui. Giuseppe Angeli che questo mese ha compiuto 75 anni e che ha celebrato le nozze d’oro matrimoniali con la moglie Lidia Sartoris, è stato eletto uno fra dodici in tutto il mondo, deputato al Parlamento italiano, partirà oggi a Roma, per iniziare la sua vita da deputato italiano.
Martedì scorso con la serietà che lo contraddistingue ha percorso i 300 chilometri che separano Rosario da Buenos Aires per una serie di impegni che la sua funzione di parlamentare eletto gli impone. Ha avuto però la buona predisposizione per farsi uno spazio per una intervista alla Tribuna Italiana. Un incontro che si è svolto in un caffè vicino alla sede consolare di Buenos Aires, frequentato da molti connazionali, alcuni dei quali, riconoscendolo lo hanno salutato conn un simpatico: "Buongiorno Onorevole".
Sorride e dice: “Non sarà facile abituarmi a questo trattamento. Preferisco che mi chiamino Peppe come prima, ma temo che a Montecitorio sarebbe poco protocollare essere chiamato onorevole Peppe”.
Contrariamente al suo modo di essere abituale, lo notiamo loquace, estroverso, pronto al dialogo e quando segnaliamo lo sforzo che comporterà il viaggiare costantemente e le riunioni costanti a cui sarà costretto per le sue funzioni non esita a ribattere: “No, per niente, al contrario, mi sento ringiovanito.” Certamente don Peppe è abituato alle sfide, a cominciare da quella vinta quando decise di emigrare dalla sua Orsogna natia, nel 1950, per venire in Argentina, dove ha vinto altre sfide sempre con la stessa formula dell’emigrante italiano: lavoro, sacrificio, creatività e tenacia.
In una intervista prima delle elezioni Lei ci disse che se non fosse stato Angeli, avrebbe votato Angeli. Visti i risultati, hanno raccolto il suo invito. Perché l’hanno votata?
Credo che per la mia esperienza, per lo spirito di servizio verso la comunità, per la mia fedeltà al principio di fare cose concrete invece di parlare. Provo ancora una strana sensazione sapendo che oltre 11mila persone si sono prese il lavoro di scrivere il mio cognome per darmi la preferenze e, naturalmente, gli sono grato di tutto cuore.
Che opinione ha del voto per corrispondenza?
Alla luce delle numerose irregolarità denunciate sembra evidente che si tratta di un sistema che ha dato i risultati previsti. E’ chiaro che non ha funzionato, come tante altre cose. Come è possibile, per esempio, che un cittadino residente a Posadas (Misiones) per reclamare il plico sia stato costretto a viaggiare a Rosario? Sono centinaia di chilometri. Si tratta di una situazione proprio insolita. La nostra proposta in concreto sarà quella di cambiare sistema per ritornare al sistema di voto nei seggi, con le urne nelle sedi consolari e nelle sedi di altre istituzioni della collettività, come si fece nelle prime elezioni dei Comites. In quel caso varrà la pena lo sforzo di spostarsi per andare a votare.
Dove siederà alla Camera?
Sicuramente con i miei colleghi del centrodestra. Ho intenzioni però di lavorare insieme ai miei colleghi del Sud America. Ci siamo riuniti e pensiamo a strategie di lavoro comune. Non vorrei ripetere l’ingrata esperienza del CGIE (di cui è stato consigliere tra il 1991 e il 2004, ndr) nel quale la delegazione dell’Argentina era assolutamente divisa.
Lei è l’unico parlamentare eletto al mondo nella lista di Tremaglia. Cosa può dirci al riguardo?
Effettivamente e provo sensazioni contrapposte. Da una parte l’onore e la soddisfazione per aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati e non aver deluso Mirko Tremaglia. Dall’altra una certa delusione per una strategia politica sbagliata, sicuramente proposta da collaboratori del ministro che non conoscono la nostra realtà e appoggiata però dallo stesso Tremaglia che si è ostinato su certe questioni come ad esempio l’uso del suo nome nella lista Tricolore, come se esso di per sé avesse garantito il successo. D’altra parte è evidente che il suoi stesso partito si è disinteressato della Circoscrizione Estero; il che vale per lo stesso Fini, se messo a confronto con l’attività svolta dall’Unione a cominciare dal sen. Franco Danieli. Credo che così è stato disperso un importante patrimonio politico. Ad ogni modo non possiamo dimenticare che Mirko Tremaglia è stato il grande protagonista del voto all’estero. Personalmente prenderò l’iniziativa di invitarlo a visitare un’altra volta l’Argentina, questa volta lontano dal proselitismo politico che ha danneggiato la sua ultima visita e così rendergli l’omaggio che merita. Son certo che tutta la comunità italo-argentina mi accompagnerà in questa iniziativa.
Cosa pensa della situazione politica italiana?
Per adesso sono deluso, non mi piace l’atteggiamento di superbia di Berlusconi di non riconoscere la sconfitta, e nemmeno il trionfalismo di Prodi. Sono momenti difficili per l’Italia sia nel quadro europeo che a livello mondiale. Bisogna mettersi subito al lavoro in armonia e con obiettivi ben definiti.
Come cambierà la sua vita questo mandato parlamentare in Italia?
Sinceramente ancora non lo so bene. Sono molto legato alla mia famiglia e questo progetto politico e le sue conseguenze le abbiamo analizzate e condiviso la decisione. Con mia moglie che mi è sempre vicina e con i miei figli, sicuramente troveremo il modo di far fronte a questa nuova situazione. In Italia potrò stare di più con l’altra parte della famiglia che ho a Orsogna e per prendere contatto con le autorità della Regione Abruzzo per presentare una serie di progetti che ho in cartella, che riguardano la comunità abruzzese in Argentina alla quale sono riconoscente per l’appoggio che mi ha dato.
Ci salutiamo con Don Peppe ricordando la volta che mi raccontò che secondo alcuni, il nome di Orsogna derivava da Or-Sogna, cioè ora puoi sognare. Don Peppe sognava diventare deputato. “Si è avverato il mio penultimo sogno”, dice.
E quale sarebbe l’ultimo, se sognare avesse un limite?
Glielo dirò la prossima volta, dice a modo di saluto l’on. Giuseppe Angeli.
(Walter Ciccione-Tribuna Italiana/Inform)