
Dal ritmo carico di colori e messaggi di "Señora Chichera" all'arpeggio malinconico e movimentato di "Alturas"; dall'epica marcia trionfale di "El pueblo unido" ad altre canzoni struggenti e note al grande pubblico come "El Aparecido" e "Samba Lando'": promette una serata di emozioni e grande musica il concerto che gli Inti-Illimani terranno sabato prossimo - 29 luglio - dalle ore 21 presso l'impianto sportivo "San Berardino" di Orsogna. Il costo del biglietto è di 10 euro. Per informazioni è possibile rivolgersi al numero telefonico 348.6604740.
Si tratta di una delle tappe del tour che la storica formazione cilena sta compiendo in Italia, inserita nel programma del World Festival 2006 "The Immigrants", organizzato dalla Pro Loco "Taddeo Salvini" di Orsogna, che - dopo il concerto nei giorni scorsi del chitarrista statunitense Mike Stern - proseguirà giovedì 3 agosto, alle ore 21.30, con la Scott Henderson Blues Band, guidata un altro grande chitarrista, tra i più grandi della scena internazionale.
Gli Inti-Illimani si presentano nella formazione storica, rinnovata con l'inserimento di nuovi musicisti cileni. La loro avventura parte nel lontano 1967, quando un gruppo di studenti si incontrarono all'Università Tecnica di Santiago con il sogno di diventare ingegneri. Ma già dopo un po' tempo cambiano obiettivi e danno vita al progetto Inti-Illimani che, in dialetto Ayamara, vuol dire: "sole dell'Illimani", una montagna nelle vicinanze di La Paz in Bolivia. E già nell'anno successivo partono per una lunghissima tournèe in Argentina.
Da questo periodo inizia anche la loro attività compositiva con la partecipazione alle prime compilations dedicate alle rivoluzioni in America Latina. Man mano il gruppo, questo singolare “insieme di artisti senza nome”, comincia ad assumere la struttura che presto si imprimerà nella memoria collettiva: un affondare nelle radici della musica tradizionale latinoamericana all'interno di una possente e mobilissima orchestrazione fatta di strumenti a fiato, ad arco, di percussioni, fino a raggiungere persino il numero di oltre trenta elementi in scena. Questa loro caratteristica sarà fin dall'inizio la forza propulsiva della loro stessa immagine: ricchissima e colorata scenicamente e di grande impatto scenografico.
Il 1972 è l'anno delle grandi tournèe in America Latina e della prima formazione stabile composta da Max Berrù, Josè Miguel Camus, Jorge Coulon, Horacio Duran, Horacio Salinas e Josè Seves.
In Italia conquistano il disco di platino e il nostro Paese diventa, ma è storia nota, il loro nuovo Paese d'adozione a causa dell'esilio cui vengono sottoposti in conseguenza del golpe di Pinochet. Da questo momento in poi il loro successo nel mondo non conosce soste. Ne scaturisce anche una messe infinita di collaborazioni a tutti i livelli. I loro dischi conquistano persino il mercato inglese: Flight of the Còndor, musiche di un serial televisivo della Bbc e The Return of the Condor, selezione di temi strumentali. Nel 1985 tengono per la prima volta un concerto insieme ai chitarristi John Wilhiams e Paco Pena alla Royal Albert Hall di Londra dalla cui esperienza scaturirà l'album Fragmentos de un Sueno.
Infine, arriva anche per loro la possibilità di tornare in Cile. E' il 1988. Gli Inti-Illimani sono ormai l'emblema di un inarrestabile messaggio di pace. Conferma di questo è la partecipazione al grande concerto di Amnesty International in compagnia di Bruce Springsteen, Sting, Peter Gabriel, Tracy Chapman, Youssou'n Dour e tanti altri.
L'ultimo periodo degli anni novanta è sotto il segno di un ulteriore cambiamento, solo all'apparenza rivoluzionario, perché ancora una volta i germi del presente affondano nella loro storia passata. Tutto quello che gli Inti-Illlimani fanno è intensamente segnato da un forte senso del destino. Arrivano dischi come Arriesgarè la Piel, Grandes Exitos che in breve ottiene il disco di platino. Tra i progetti paralleli che segnano l'assoluta novità del loro odierno percorso musicale, è da annoverare la lunga serie dei Tributi a Victor Jara, il grande artista cileno che fu giustiziato con l'avvento del dittatore Pinochet.
Negli ultimi dieci anni è avvenuto un rinnovo generazionale all'interno del gruppo, con l'inserimento di nuovi musicisti cileni amanti della loro musica e dello spirito folk 'progressista' che lo caratterizza da decenni.