Il suo nome, «Lu Pendantif», tradisce una chiara commistione tra il termine francese (pendente) e la sua rivisitazione in dialetto abruzzese, e indica un antico gioiello realizzato dai maestri orafi di Orsogna (Chieti), forse già dal 18/o secolo. Da oggi «lu Pendantif» è esposto a Londra per la terza edizione della mostra mercato «La dolce vita», dedicata all'Italian Style nell'Olympia Exhibition Centre.
Si tratta di un restyling, nell'assoluto rispetto della tradizione, compiuto dall'atelier «Arte in oro» e curato dagli orafi Nicola Di Rico, Roberta Pavone e Mauro Dell'Arena. Quasi un giglio, molto elegante
, con un intreccio di oro giallo 18kt, argento 925, granati almandini e diamanti, che nella sua antica versione risplendeva al collo delle donne del paese.
«Abbiamo preso spunto – racconta Di Rico, originario di Orsogna come Lu Pendatif – da un gioiello realizzato nel 1918 dall'artista orsognese Attilio Bartoletti. La maggior parte dei gioielli abruzzesi popolari nacque tra il 1700 e il 1950 nella zona che va da Vasto a Guardiagrele. A Orsogna vi sono stati orafi famosi come i Piccicacco e lo stesso Bartoletti. Lu Pendantif storicamente fu poco considerato, sovrastato dalle più famose "Sciaquaje" e dalla "Presentosa"».
Nella sua versione orsognese il gioiello aveva tre pendenti: il loro numero doveva comunque essere dispari. Solitamente almeno un paio dei pendenti veniva asportato per trasformarli su ccessivamente in orecchini. «Arte in oro» presenta a Londra una collezione di gioielli in perle, diamanti e pietre preziose che possono essere ammirati su un abito appositamente creato per l'evento dallo stilista e costumista Rai Antonio Ventura de Gnon. I gioielli dell'atelier abruzzese – che ha sede a Pescara – sono attualmente indossati in programmi Rai.
La presenza alla mostra mercato «La dolce vita» – in programma a Londra fino a domenica prossima – avviene all'interno dello spazio espositivo allestito dal Centro estero delle camere di commercio d'Abruzzo, su iniziativa dell'assessorato regionale alle Attività produttive.

