Rappresentano la vite, l'ulivo e l'impiego della meccanizzazione in agricoltura – tre aspetti chiave dell'economia di Canosa Sannita (Chieti) – le tre sculture in pietra bianca della Majella che saranno inaugurate martedì prossimo, 1/o maggio, dalle ore 10, in tre diversi luoghi nel centro del paese. L'iniziativa – voluta dal sindaco, Aldo Nanni, e dall'intera amministrazione comunale – intende rendere omaggio alla Festa dei lavoratori, che a Canosa Sannita si celebra ogni anno in concomitanza con la festa patronale in onore di San Filippo e San Giacomo.
Le tre sculture sono state realizzate la scorsa estate dagli artisti Giuseppe Colangelo, Stefano Grattarola e Francesco Panceri, nell'ambito del «Simposio di scultura in pietra della Majella», promosso dal Comune in collaborazione con il Centro servizi culturali della Regione Abruzzo.
Il laboratorio, coordinato da Colangelo, ha mostrato a cittadini, turisti e scolaresche le fasi di lavorazione delle sculture.
Fin dall'epoca romana i maestri abruzzesi hanno scolpito la pietra bianca, materiale povero, per realizzare edifici e chiese, adornandoli con opere di scultura, monumenti, fregi, decori.
«Attraverso le sculture – ha spiegato il sindaco Nanni – abbiamo voluto ricostruire la storia dell'economia agricola di Canosa Sannita, del lavoro e della sua nobiltà. Un'esperienza avviata già in passato, quando furono riprodotti la mietitura del grano, le macine da mulino e altri aspetti dell'agricoltura locale».










