Appuntamento lunedì dopo Pasqua, dalle ore 10.30 (sfilata dopo mezzogiorno). La manifestazione anticipata di 24 ore rispetto alla tradizione per consentire a turisti e cittadini di seguirla nel giorno festivo
Dopo le processioni del venerdì santo e la «Madonna che scappa in piazza» a Sulmona nel giorno di Pasqua, sarà la Festa dei Talami di Orsogna (Chieti) a concludere le festività in Abruzzo la mattina del lunedì dell'Angelo, 9 aprile, dalle ore 10.30, con sfilata finale dopo mezzogiorno (info: 349.1553854).
Una festa religiosa e propiziatoria di origine contadina, in bilico tra sacro e profano. Il termine Talamo deriva dal latino «thalamus», a sua volta dal greco «thalamos», che indica il palco sul quale erano eseguiti i drammi liturgici. Si trattava di vere e proprie rappresentazioni teatrali, realizzate sull'altare della chiesa, in cui i chierici vestivano i panni di attori. Pian piano vi furono inserite frasi in lingua volgare, a volte parti comiche: ciò provocò la reazione della Chiesa, la quale vietò che i drammi liturgici si svolgessero dentro i luoghi sacri.
Così nacquero i Talami, che uscirono dalla loro primitiva chiesetta e divennero rappresentazioni sacre trasportate in processione per le vie del paese: su palchi mobili trovarono posto gli attori, che alle spalle ancora oggi hanno un fondale affrescato in cima al quale una bambina, legata a una raggiera, impersona la Madonna. Ogni Talamo propone l'interpretazione di una scena dell'Antico o Nuovo Testamento.
Ad allestirli per la prima volta, sull'altare della chiesa della Madonna del Rifugio, fu la congrega che gestiva la cappelletta: fu reinterpretato un affresco situato sull'altare, che mostrava la Vergine circondata da angeli e devoti. Secondo la leggenda, quella chiesetta era stata edificata nel luogo in cui la Madonna era apparsa, tra i rami di un grosso fico. Ma il vero prodigio, al quale generazioni di orsognesi credettero di assistere fino al 1943 (quando la chiesa fu distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale), avveniva ogni anno nella notte tra il lunedì e il martedì dopo Pasqua: un quadro, che riproduceva la Vergine con il viso scuro (la Madonna nera), durante la veglia dei fedeli cambiava colore del volto, o muoveva leggermente gli occhi. Tanto bastava per far gridare al miracolo.
I Talami furono infatti dedicati a Nostra Signora del Rifugio. La loro origine è situabile nel XIII o XIV secolo, anche se testimonianze certe si hanno dal 1600 in poi. Oggi i Talami sono sette, uno per quartiere, di cui sei trainati da carri agricoli e uno, l'ultimo, trasportato a spalla dagli alpini.
Quest'anno sono numerose le novità: l'anticipazione al lunedì della sfilata (fino all'anno scorso l'appuntamento era al martedì); la presenza dell'arcivescovo emerito di Chieti-Vasto, monsignor Edoardo Menichelli, il quale commenterà i temi dei singoli Talami; i cento anni dal viaggio a Orsogna della scrittrice inglese Anne Macdonell, che narrò in un suo libro quei tableaux vivants «rozzi e talvolta grotteschi, ma pieni di forza e di originalità»; la presenza di alcuni giornalisti di prestigiose testate inglesi, proprio sulle orme della Macdonell; l'avvio della riscoperta di elementi antichi e primitivi della festa, che si erano affievoliti negli ultimi decenni.
L'organizzazione è curata dall'Associazione culturale Talami Orsogna, in collaborazione con l'amministrazione comunale. Per approfondimenti: www.orsogna.net e www.marrucina.it. La sfilata dei Talami si ripeterà in edizione notturna a Ferragosto.
