«Sono rozzi e talvolta grotteschi, ma pieni di forza e di originalità e devono più alla tradizione e meno al gusto deteriorato di cattive litografie di quanto si possa immaginare»: così la viaggiatrice inglese Anne Macdonell descriveva nel suo libro «In the Abruzzi» (edito nel 1908 a Londra e New York) i Talami di Orsogna (Chieti), secolare sfilata di quadri viventi ispirati alla Bibbia. Un rito di grande evidenza religiosa e, allo stesso tempo, una sagra contadina per propiziare il futuro raccolto. Come cento anni fa, quella forza primitiva tornerà in tutta la sua bellezza per le strade del paese e concluderà lunedì prossimo, 24 marzo, dalle ore 10.30 (con sfilata finale intorno alle 13) i riti della Pasqua in Abruzzo.
Il tema conduttore dell'edizione 2008 della manifestazione - che si ripeterà la sera di Ferragosto - è «Sogni visioni annunci, la maniera con cui il Signore dimostra la sua presenza, affinché negli uomini si rinnovino la Fede e la Speranza». A commentare i passi biblici cui sono ispirate le scene sarà il vescovo di Sulmona-Valva, monsignor Angelo Spina, proseguendo in tal modo una fortunata consuetudine avviata con monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, e proseguita lo scorso anno con monsignor Edoardo Menichelli, già arcivescovo della stessa diocesi. La presenza di monsignor Spina segnerà anche il legame ideale con un'altra manifestazione di questo periodo in Abruzzo, la «Madonna che scappa in piazza» a Sulmona, che si svolge la mattina di Pasqua.
A Orsogna i sette carri allegorici - uno dei quali trasportato a spalla dal locale Gruppo alpini, gli altri posti su carri agricoli e trainati da trattori - partiranno lunedì mattina da ogni qua
rtiere e si ritroveranno nella piazza centrale del paese per la sfilata finale. Su ciascun carro attori giovani e adulti - immobili davanti a un fondale affrescato, con sopra una raggiera alla quale è legata una bambina che impersona la Madonna - interpreteranno scene del Vecchio e Nuovo Testamento.
Cento anni fa Anne Macdonell riferiva che i Talami dell'epoca erano «portati a spalla da uomini che indossano l'abito lungo e sciolto delle loro confraternite». L'incedere «necessariamente lento» della processione serviva a «concedere il tempo per la devozione, per l'ammirazione e per i canti», mentre i personaggi di contorno lanciavano «a piene mani spighe di grano tra la gente». Ne seguiva un «selvaggio parapiglia» per impossessarsi di «queste sacre spighe, che portano fortuna a tutti e che le madri ritengono essere particolarmente efficaci nella cura di certe malattie dei bambini».
L'edizione 2008 è organizzata dall'Associazione culturale Talami Orsogna, che continua a tenere viva la tradizione e cura in ogni dettaglio la manifestazione, con il sostegno dell'amministrazione comunale e la collaborazione dei cittadini.
Il nome «Talamo» deriva dal termine usato per indicare il palco (in greco «talamos», in latino
«thalamus») sul quale erano interpretati i drammi liturgici. Il primo fu allestito probabilmente tra il XIII e il XIV secolo, a Orsogna, nella Chiesa della Madonna del Rifugio, poi distrutta durante l'ultima guerra mondiale. I fedeli misero in scena il quadro che sovrastava l'altare maggiore, nel quale la Vergine - dal viso scuro (per questo detta «Madonna nera») - copriva con il suo manto azzurro quattro persone in preghiera. Il quadro era considerato miracoloso: ogni anno, la notte tra il lunedì e il martedì in Albis, i devoti si riunivano per assistere al «miracolo»: il volto della Madonna mutava colore, da nero a bianco, o muoveva gli occhi. La decisione della Chiesa di non consentire più che i drammi liturgici si svolgessero in luoghi di culto (poiché a volte accompagnati da frasi in lingua volgare e da parti comiche) spinse quel quadro vivente fuori dalla cappelletta. Fu allora posto su un palco e trasportato a spalla per le vie del paese. A quel punto si moltiplicò per il numero dei quartieri, che fecero a gara per realizzare quello più bello, facendo giungere la tradizione sostanzialmente immutata fino ai nostri giorni.

