Sedici opere dimenticate per quasi un secolo negli scantinati della Provincia di Chieti hanno trovato finalmente una collocazione nella Torre Di Bene di Orsogna (Chieti), dove è stato inaugurato il Museo Orsognese Arte Musica. Tante sono le sculture dell'artista Modesto Parlatore (1849-1912), nato a Orsogna, il quale nel 1910 aveva donato il suo patrimonio artistico alla Provincia di Chieti con l'invito a realizzare un museo. Dopo un secolo, quell'invito è divenuto realtà grazie alla collaborazione tra l'Amministrazione comunale di Orsogna e l'Amministrazione provinciale, che ha dato in comodato d'uso le opere. La sistemazione della Torre e l'allestimento del Museo è stato possibile grazie al sostegno di un finanziamento regionale di 60.000 euro e di un investimento di 6.000 euro da parte del Comune cui si sono aggiunti 3.000 euro della Cooperativa Frammenti.
Il Museo ospiterà anche il patrimonio musicale di Mario Nascimbene, uno dei più grandi compositori per il cinema di tutti i tempi.
La struttura è stata inaugurata alla presenza del sindaco, Alessandro D'Alessandro, del vice sindaco e vice presidente dell'Unione dei Comuni della Marrucina, Fabrizio Montepara, e del neo consigliere regionale Nicola Argirò. Il professor Nicola Verna ha illustrato l'arte e la vita di Parlatore, un uomo dal carattere forte, che non scendeva a compromessi e che per le sue denunce contro la corruzione che imperava nella Capitale fu emarginato da tutti i concorsi e dalla vita artistica di Roma.
La sua «arte sociale», che tornava alla classicità, di fatto era un rifiuto e una denuncia della società di fine dell'Ottocento.
La coerenza con la propria integrità e verso gli ideali infransero la carriera di quello che fu un artista filosofo, i cui lavori rivendicano i «diritti del popolo». Nella sua arte tutto è compostezza, ma non accademia e le sue opere sono l'espressione della pura realtà.
Tra le sculture ora conservate presso la Torre Di Bene vi sono quattro figure a grandezza naturale in gesso (La Sorpresa, Il Ravvedimento, Il Fromboliere, Vir Plebeus Ad Forum); un bassorilievo in gesso con la scena di «San Rocco tra gli appestati» davanti al panorama di Orsogna con lo sfondo della Majella; un grande stemma del Comune di Guardiagrele; dieci mezzi busti in bronzo, gesso e terracotta.

