Questo nostro atteggiamento di attenta tutela della comunità, non ideologico (perché le norme e il buonsenso non ci consentono di vietare le antenne, altrimenti nessuno di noi potrebbe più utilizzare il telefonino), si cerca ora di dipingerlo in modi stranissimi, con la solita demagogia. Orsogna non ha bisogno di scimmiottare la parte peggiore della politica, le risse da quattro soldi, le solite furberie, le bugie con le gambe corte.
Riteniamo opportuno, pertanto, ricostruire un quadro preciso della vicenda, in modo che tutti possano farsi un'opinione.
1) Orsogna è stato uno dei primi Comuni in Italia a porsi l'esigenza di regolamentare l'installazione delle antenne di telefonia mobile: già nel 2000 l'amministrazione comunale ha individuato un terreno di proprietà comunale e, variandone la destinazione d'uso nel Piano regolatore, lo ha adibito a servizio pubblico per la telefonia mobile.
2) La tecnologia di telefonia mobile Umts, con i servizi aggiuntivi che offre (a partire da una connessione mobile a Internet più veloce, adeguata ai tempi e alle esigenze di famiglie e aziende), ha una potenza di emissione più bassa rispetto alla precedente tecnologia Gsm/Gprs e ha, dunque, bisogno di siti idonei nel centro abitato. Per questo, il Consiglio comunale ha nominato una Commissione consiliare incaricata di redigere il nuovo Regolamento delle antenne e di individuare nuovi siti, sulla base di studi scientifici e analisi tecniche.
3) I tecnici incaricati, dopo una lunga fase di verifiche e misurazioni (oltre 300!), hanno redatto una bozza di piano, individuando i siti idonei per l'installazione di antenne di telefonia mobile nel centro abitato. Si tratta di siti di proprietà comunale: il Centro polivalente e il Palazzo di Giustizia.
4) Il presidente della Commissione consiliare, nonché vice sindaco, ha tenuto i rapporti con le compagnie telefoniche, unitamente ai tecnici incaricati. La Legge regionale prescrive, infatti, che è necessario acquisire il programma di investimento che le compagnie telefoniche intendono adottare nel territorio. Il vice sindaco ha inviato a Telecom Italia una lettera in cui dava l'assenso a presentare il progetto. Perché lo ha fatto? Perché un consigliere comunale di minoranza, in una seduta della Commissione consiliare, aveva chiesto i dati di emissione dell'antenna Telecom e perché, comunque, la Commissione aveva dato parere favorevole, anche se ancora da perfezionare ufficialmente. Invitare a presentare un progetto, per poterlo analizzare e discutere, non significa autorizzare l'installazione di un'antenna, come ben ha indicato il Tar Abruzzo, ritenendo il ricorso della società di telefonia "palesemente infondato".
5) I siti sono stati poi individuati con il parere favorevole di tutta la Commissione.
6) Come detto, la nuova tecnologia della telefonia mobile e le norme che la disciplinano impongono che le antenne stiano nel centro abitato. Noi vogliamo regolamentare tutto questo, non vogliamo che si ripeta ciò che è accaduto a Guardiagrele, dove l'antenna sarà installata su un fabbricato privato, dopo che il Comune ha perso la causa al TAR contro Telecom Italia. O forse quelli che si agitano vogliono proprio questo? Dovete sapere, cari cittadini, che due compagnie di telefonia mobile avevano individuato due abitazioni private sulle quali installare le antenne, una in un vico di Via Adriatico e l'altra in Via Raffaele Paolucci. Noi siamo riusciti a farli desistere e stiamo regolamentando l'intera materia in modo che siano installate su edifici pubblici: in tal modo i fondi derivanti dagli affitti finiranno nel bilancio comunale e, quindi, andranno a beneficio di tutti gli orsognesi, non solo di alcuni.
7) Fare un apposito regolamento e individuare nuovi siti per installare le antenne significa risolvere con intelligenza e lungimiranza questa situazione. L'alternativa "rivoluzionaria" sarebbe di RINUNCIARE TUTTI AL TELEFONINO. Allora, effettivamente, non ci sarebbe bisogno delle antenne. In realtà, spesso coloro che tanto si agitano e parlano di inquinamento elettromagnetico sono i primi a passare le giornate con l'orecchio attaccato al telefono cellulare.
Tra l'altro, i cittadini di Orsogna devono sapere che queste persone che tanto si agitano e si sono autonominate alla testa di un comitato, nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro a un partito politico durante il quale hanno cercato di barattare le 800 firme raccolte per proporsi come sindaco, assessori e consiglieri per le prossime elezioni comunali, tentando di contrattare posti secondo le vecchie regole del manuale Cencelli. Sorge allora spontaneo il dubbio che si stia facendo tutto questo baccano per motivi assai diversi dall'effettivo interesse per la salute dei cittadini.
Grazie per l'attenzione.
Il Sindaco, Alessandro D'Alessandro,
e l'Amministrazione comunale di Orsogna