Il Consiglio comunale di Orsogna (Chieti) ha approvato la variante al Piano regolatore generale, un documento che garantisce l'elasticità delle decisioni urbanistiche, adeguandole alle nuove esigenze e dando una risposta concreta ai problemi emersi negli ultimi quattro anni. Le scelte fondamentali del Prg sono state confermate, dalla viabilità allo sviluppo, dalla volontà di recuperare una serie di presenze storiche all'attenzione per la ricettività e i servizi.
La variante ha invece snellito e reso più fruibili i comparti, laddove i cittadini non li hanno ancora attivati; ha ridisegnato il centro storico, definendo meglio le altezze dei fabbricati e recuperando gli spazi verdi all'interno del centro abitato.
Per quanto riguarda i comparti - che prevedono un accordo tra cittadini per poter edificare - si è notato che tale opportunità non è stata ancora colta da diversi proprietari, i quali hanno però continuato a pagare l'Ici su questi terreni. Nelle zone di comparto (cosiddette zone C) il Consiglio comunale ha allora deciso di rendere direttamente edificabile una prima fascia di terreni ampia 30 metri; sono state invece «congelate» nel Prg e classificate come zone C0 le aree retrostanti, che per essere attivate hanno bisogno di un ulteriore intervento urbanistico. In tal modo i proprietari non pagheranno l'Ici fino a quando non saranno effettivamente definiti e attivati i comparti.
La variante garantisce anche un monitoraggio costante dell'amministrazione comunale sull'attività edilizia che si svolge nel territorio: «Lo strumento urbanistico - sottolineano il sindaco, Alessandro D'Alessandro, e il vice sindaco, Fabrizio Montepara - non deve diventare una cappa. I vecchi piani regolatori duravano 15-20 anni, ma congelavano un territorio senza tenere conto delle modificazioni urbanistiche e sociali intervenute nel frattempo. Con le nuove norme questo non accade più».
Per quanto riguarda le zone produttive, la variante le ha rese disponibili non solo alle attività industriali, ma anche a quelle commerciali, ai servizi, all'artigianato, per ampliare la possibilità di investimenti in un momento difficile e sostenere le imprese e l'economia locale.
Sulla variante, come è normale, si è aperta un'ampia discussione in aula, alla presenza di tanti cittadini. Il consigliere di minoranza Gianfranco Angelini ha presentato un elevato numero di emendamenti, che sono stati accorpati in due gruppi omogenei ed esaminati. Un accordo è stato trovato sulle aree residue di terreni edificabili: in molti casi sono stati evidenziati lotti che, per poco, non arrivavano alla dimensione minima finora richiesta dalle norme per poter edificare. Con il parere favorevole dell'Ufficio tecnico, è stato pertanto accolto un emendamento del consigliere Angelini, che ha portato la superficie minima edificabile a 500 metri quadrati.
E' stata invece stralciata l'individuazione grafica sul Prg dei siti pubblici destinati a ospitare gli impianti di telefonia mobile: tale individuazione non avrebbe avuto efficacia prima dell'approvazione del regolamento comunale per tali impianti, sulla cui definizione sta lavorando un'apposita commissione consiliare.

